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Target sui Social Network: le 3 tipologie

Target sui Social Network: le 3 tipologie
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Condividendo i miei contenuti sui Social Network mi sono accorto che lo stesso materiale ha ricevuto un numero di interazione diverse a seconda di dove l’ho condiviso. Il motivo è che ogni Social Network è popolato da tipologia di utenti diversi: è quindi essenziale individuare il target di utenza per ognuno di essi.

In questo articolo cercherò di analizzare i 3 più famosi Social Network (Facebook, Twitter e LinkedIn) distinguendo le varie tipologie di utenti che li popolano, in modo da capire quali target sui social possiamo individuare.

Target sui social: la professionalità prima di tutto

Partiamo con l’ultimo Social Network che ho scoperto: LinkedIn.

La caratteristica primaria di LinkedIn è sicuramente la professionalità. Viene usato principalmente per mantenere i contatti con i propri clienti, colleghi, collaboratori e per generare lead (possibili futuri clienti). Anche il materiale condiviso in questo social network è direttamente collegato ai propri interessi professionali e difficilmente troveremo racconti di fatti personali.

Target sui social: informale, rapido ed efficace

Forse l’aggettivo “informale” per Twitter non è il più azzeccato ma non ho trovato un altro termine che descriva quanto i tweet con una vena ironica abbiano più successo rispetto ad altri più seriosi. Twitter è il portabandiera del concetto “la cosa importante è come lo dici“.

Tweet con immagini e link o che raccontino un argomento di tendenza in modo sarcastico o ironico sono i più gettonati. Quelli che raccontano fatti personali un po’ meno, anzi finora non mi hanno mai portato da nessuna parte.

Twitter è in sostanza una via di mezzo: è usato da professionisti e appassionati a cui interessano nuovi contenuti ma a cui piace anche farsi due risate.

Target sui social: comunicare in modo intimo e diretto

Intimo, questo è per me Facebook per molti utenti. Una sorta di realtà digitale, dove manteniamo comunque un certo distacco da ciò che non ci interessa e da ciò che non ci piace.

Trovo molto difficile farmi strada in questo Social Network con la pagina di Este Computer e trovo altrettanto difficile attirare l’attenzione dei miei amici sul profilo personale. Il motivo è semplice: su Facebook non segui una pagina a meno che non tu non conosca il personaggio o l’azienda a cui si riferisce al di fuori del Social Network.

Facebook è utilizzato principalmente per 2 ragioni: svago e comunicazione. Ci piace leggere post divertenti, immagini e video che ci facciano ridere e mettiamo i nostri “Mi piace” a pagine di soggetti che già conosciamo oppure, in alcuni casi, anche solo il loro titolo “strano”.

I risultati della mia riflessione vedono Facebook come un punto di arrivo dell’utenza, non di partenza: i visitatori approdano nella pagina perché provengono dal sito web, non il contrario come accade con gli altri Social Network. Ma il vantaggio di Facebook è che ci permette di comunicare con i nostri utenti in modo molto più semplice, anche grazie alla sua enorme diffusione. Facebook in parole povere può sostituire un sistema di Newsletter e le intere conversazioni, che un tempo si sviluppavano nei commenti del sito web, ora nascono sulla pagina Facebook.

I 3 tipi di utenti su questi tre Social Network

Mi sono divertito anche a creare 3 stereotipi di utenti che popolano ciascuno dei Social Network che vi ho appena descritto.

1. Il Manager

Il manager è l’abitante di LinkedIn. Per lui esiste solo il lavoro e usa questo Social Network come rubrica personale e come fonte di informazioni. Ha il suo portafoglio clienti, altri professionisti in tutto il mondo da cui impara o collabora e tutti i suoi colleghi nel settore. Tiene d’occhio persino il profilo della concorrenza.

Spesso però ha bisogno di uscire dagli schemi e non si fa mancare un account Facebook dove si concentrano tutte le sue fotografie di viaggi e di bisbocce con retroscena imbarazzanti.

2. Il Freelance

Colui che ha saputo unire professione e passioni nel proprio lavoro. Il Freelance vive su Twitter dove può comunicare e informarsi per tutta la giornata: appena ha un minuto libero si collega, scorre velocemente la propria timeline e scrive un tweet di 2 righe per divulgare il proprio lavoro oppure per divertire i propri follower con il suo umorismo sottile.

Quando il Freelance è in vacanza può concedersi di cambiare aria e utilizzare Instagram per raccontare le proprie esperienze con poche foto da far invidia a chiunque. Ovviamente con inoltro automatico su Twitter…

3. Il Dipendente

Un po’ frustrato e un po’ appassionato del suo lavoro, passa quanto più tempo possibile su Facebook. Nella maggior parte del tempo condivide post divertenti, qualche pensiero profondo ogni tanto, le foto delle vacanze e del figlio di 1 anno intento a compiere a chissà quale prodigio. Il barlume di passione che risplende ancora in lui lo spinge a iscriversi a gruppi del settore, del tipo “Sei un vero trebbiatore se…“, inizialmente per parlare con colleghi e condividere le proprie esperienze professionali, poi finirà con criticare qualsiasi post condiviso da altri o fuggirà perché sarà lui stesso bersaglio della malvagità altrui.

Il Dipendente ha centinaia di amici, di cui la maggior parte aggiunti solo per avere più “Mi piace” ai propri contenuti, sintomo secondo lui che stanno crepando d’invidia. Non guarda le richieste perché ormai sa già che o è spam o è Candy Crush, quindi non sperate di convincerlo a far parte del vostro pubblico sulla vostra pagina.

Il Dipendente è diffidente, fissa il display del proprio smartphone con sguardo interrogativo per alcuni minuti, studiando la foto di profilo di colui che ha appena chiesto di far parte dei suoi amici. Chi è? Cosa vuole? Dove può avermi conosciuto? Avete un solo amico in comune ma anche la sua faccia non vi dice niente… Quando diavolo ho aggiunto pure lui?! Fatta la difficile scelta torna ad aggiornare il suo profilo perché manca il numero di scarpe, casomai qualcuno sia interessato…

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