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Orari sui social? Ecco come individuare i migliori per massimizzare le visualizzazioni

Orari sui social? Ecco come individuare i migliori per massimizzare le visualizzazioni
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Hai mai notato che i tuoi post pubblicati in diversi orari sui social ottengono risultati differenti?

Hai sempre pensato fosse solo il contenuto a fare la differenza. Oggi però ti racconterò come gli orari sui social spesso fanno la differenza!

Perché gli orari sui social sono importanti?

L’orario di pubblicazione è molto importante sia per quanto riguarda il blog sia per i contenuti pubblicati sui Social Network.

Nel caso del nostro blog, centrare l’orario giusto ci permetterà di raggiungere molte più persone ed evitare che i visitatori non leggano i contenuti per svariate ragioni, che noi stessi possiamo comprendere. Dobbiamo evitare casi come: “Non ho tempo, lo leggerò dopo” oppure “Adesso è troppo tardi, lo leggerò domani“.

Sui Social Network vale più e meno la stessa cosa ma con un’aggravante: la time line. Il nostro post apparirà in alto non appena verrà pubblicato e piano piano scenderà di posizione con il passare del tempo. Ciò eviterà di raggiungere tutti coloro che ci seguono ma che non solo soliti a visualizzare il nostro profilo o la nostra pagina, ma si affidano alla cascata di contenuti della loro bacheca. Su quanto siano importati le tempistiche di pubblicazioni ne ho parlato anche nel mio articolo: 5 consigli per catturare l’attenzione degli utenti su Facebook.

Orari sui social: qual è quello giusto?

Fare questa domanda ad un esperto di Social Media Marketing equivale a liberare un toro in un negozio di oggetti di cristallo: si genererà il caos più totale.

Infatti fino ad ora non ho ancora incontrato qualcuno che sostenesse la stessa teoria su quale sia l’orario per raggiungere più persone possibili con la condivisione dei nostri contenuti.

Riccardo Scandellari, esperto di Web Marketing, sostiene che uno degli orari perfetti per la pubblicazione è tra le 9.00 e le 10 del mattino: questo lasso di tempo viene dedicato a quello che può essere definito “svago” dopo che il nostro utente-tipo arriva in ufficio, accende il PC, controlla la posta e organizza la sua giornata. Pausa su Facebook e poi si ricomincia.

Simone Serni, sostiene più e meno il contrario, ossia che l’utente-tipo presterà più attenzione ai propri profili online prima di andare al lavoro, nella pausa pranzo e nel pomeriggio quando l’attenzione e le energie da dedicare alla propria attività cominciano a calare.

Chi ha ragione e chi ha torto?

Entrambi hanno torto ed entrambi hanno ragione.

Il motivo è semplice: possiamo avere poche o tante abitudini in comune, che variano a seconda del nostro modo di vivere e del nostro lavoro. Il mio lavoro ad esempio non mi permette di accedere ad internet e avere il tempo di controllare la mia bacheca di Facebook durante il turno di lavoro. E c’è da dire che i miei orari variano di giorno in giorno quindi non ho neanche orari costanti. Però come molti la mia permanenza online è sicuramente più concentrata alla mattina, perché al pomeriggio e alla sera o lavoro o sono fuori con gli amici.

L’orario da evitare, e che mette d’accordo quasi tutti, è sicuramente la tarda serata: dalle 23 fino al mattino. In questa fascia oraria le persone dormono e quelle sveglie sono troppo stanche per mettersi a leggere lunghi articoli con teorie, termini tecnici e nozioni scientifiche.

Come puoi centrare l’orario giusto?

Come tutto ciò che ruota intorno ad una strategia (ricordati che si parla sempre e comunque di marketing anche se applicato al web), la parola chiave è: informazioni.

Non puoi sapere quali siano le abitudini di ogni singolo utente, ma puoi sapere come si muove la maggior parte di loro e derivarne una statistica e relative probabilità. La precisione di questa statistica aumenta all’aumentare del campione di utenti analizzato e del tempo di analisi.

Hai 2 modi per osservare i nostri utenti:

  • manualmente“, ossia provando a pubblicare in diversi orari della giornata e annotare quali orari sono più proficui e in quali giorni.
  • automaticamente“, sfruttando gli strumenti che ci mette a disposizione il web.

Google Analytics e Facebook Insights sono i 2 strumenti che utilizzo maggiormente. Il primo mi permette di monitorare il traffico sul mio blog e vedere in quali orari aumentano le visite. Insights invece è uno strumento messo a disposizione da Facebook per monitorare il traffico sulle pagine. Anche in questo caso possiamo scoprire facilmente gli orari con maggior affluenza online.

Ecco un esempio di grafico dell'afflusso di utenti online per ogni ora

Ecco un esempio di grafico dell’afflusso di utenti online per ogni ora

Le discriminanti che influiscono sulle statistiche

Le statistiche possono essere più e meno precise, ma come avrete sicuramente già capito la varietà del nostro bacino di utenza può essere talmente ampia da non riuscire a trovare l’orario chiave.

Ciò può essere dovuto oltre che dalle abitudini anche dal fattore mobile: la facilità e la rapidità con cui siamo in grado di accedere ad un sito internet o ad un social network in mobilità è tale che in pochi secondi possiamo cliccare su un link e salvarlo per godercelo dopo. Tenete presente che per quanto possa essere intensa la nostra giornata, abbiamo sempre un attimo di tranquillità, ad esempio (lo so non è dei migliori…) quando andiamo in bagno.

Anche la provenienza delle nostre visite influisce: il fuso orario differente può causare un fenomeno per il quale l’orario giusto per metà della nostra utenza sia troppo tardi per l’altra metà perché proviene da un paese lontano, o viceversa.

Come posso raggiungere più persone possibili?

L’errore che fanno molti è concentrare tutta la propria attività di Social Media Marketing in un’unica fascia oraria. In realtà la condivisione deve distribuirsi e ripetersi per tutto l’arco della giornata, anche per diversi giorni (senza ovviamente esagerare). [pullquote-right]Provate a pensare se una grossa azienda mandasse il proprio spot pubblicitario una sola volta, ad un determinato orario in un determinato giorno: il numero di spettatori raggiunto è sicuramente molto basso.[/pullquote-right]

Più un Social Network è “veloce” più dobbiamo essere attivi. Ad esempio Twitter ha un tempo di permanenza di un post nella bacheca molto breve. Se non abbiamo ancora tanti follower che retwittano o aggiungono il nostro tweet ai preferiti, cerchiamo di ripetere la condivisione più volte, magari cambiando la “premessa” prima del link in modo da non essere troppo ripetitivi. Se invece abbiamo un seguito molto attivo, saranno loro a promuovere il nostro tweet mediante le loro interazioni.

Facebook funziona in modo diverso da Twitter perchè la permanenza nelle posizioni più alte della nostra bacheca non è legata al solo fattore cronologico ma anche dall’interesse che gli utenti mostrano nei confronti del post con i propri “Like” e i commenti. Quindi se anche sbagliamo orario, anche questa volta i nostri utenti ci salveranno mantenendo il post visibile nel tempo.

L’orario giusto: conclusioni

Siamo arrivati alle conclusioni ed ecco la morale: non dannatevi troppo per trovare il miglior esperto con il miglior articolo che spieghi quale orario sia giusto e quale sbagliato. Studiate la vostra utenza e interagite con essa per capirlo. Ciò richiederà tempo ma vi darà molta più soddisfazione.

E adesso parlami di te: quali sono i tuoi orari preferiti per pubblicare sui social?

1 Comment

  1. matteo

    articolo e link mancante in “Su quanto siano importati le tempistiche di pubblicazioni ne ho parlato anche nel mio articolo: 5 consigli per catturare l’attenzione degli utenti su Facebook.

    Rispondi

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