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Blog: come fare e cosa ci serve

Blog: come fare e cosa ci serve
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blog francesco maietti

Abbiamo un’idea o del materiale da pubblicare, che siano guide tecniche, fotografie o semplicemente la storia della nostra vita. Ci sembra tutto ottimo come contenuto per un sito internet ma non siamo smanettoni né tantomeno super esperti informatici e non abbiamo idea di come realizzare un blog che possa accogliere e diffondere le nostre esperienze e i nostri pensieri.

Beh ecco il segreto: basta davvero poco per partire, un po’ di più per eccellere. Ma intanto vediamo cosa ci occorre.

Cos’è un blog?

Blog e sito web non sono 2 sinonimi. Possiamo definire “blog” una sottocategoria di siti web.

Da Wikipedia: “Nel gergo di Internet, un blog (blɔɡ) è un particolare tipo di sito web in cui i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica. In genere il blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale. […] Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “diario in rete“.”

Quindi un sito web che pubblicizza un’azienda, con gli stessi contenuti per mesi (se non anni) non è un blog. Un portfolio di immagini di un fotografo amatoriale che periodicamente pubblica i suoi contenuti può essere definito blog. Un professore di informatica che periodicamente pubblica manuali, articoli, ricerche, ecc su un sito web, questo può essere definito blog. Dopo questa piccola premessa, partiamo!

Gli strumenti per il nostro blog

Le cose che ci servono sono principalmente 3:

  1. il sito
  2. lo spazio web
  3. il materiale da pubblicare

Il sito

Con sito intendo l’insieme di pagine web che costruiscono materialmente il nostro blog, come le pagine di un libro. Non pensiate però che i siti internet che vedete siano costruiti esattamente come un libro… La stragrande maggioranza dei siti internet in circolazione sono siti web dinamici che sfruttano un database per lavorare. Cosa significano questi paroloni? Significa che in realtà non ci sono pagine, ma programmi che vanno a pescare il materiale da una banca dati dove sono salvati per poi realizzare istantaneamente la pagina web.

Quindi a noi serve questo programma, questo sistema di istruzioni che ci permetterà di creare e gestire il nostro sito web.

Ma io non so creare una pagina web, figuriamoci un programma così complesso!

Ebbene, sempre guardando la maggioranza dei siti web in circolazione, molti sfruttano uno strumento messo a disposizione gratuitamente da una comunità di sviluppatori e che ci permette di realizzare non solo un blog, ma qualunque genere di sito vogliamo realizzare, dal sito web per la nostra azienda al negozio online. Questo strumento è WordPress.

blog wordpress francesco maiettiPerchè usare WordPress?

La risposta sta nell’osservazione che avete fatto poco fa: creare un sito web funzionale ed evoluto da zero richiede conoscenza e denaro e, dove non arriva la conoscenza, ci dovrà arrivare il denaro per pagare un esperto che possa realizzare il sito, e la professionalità si paga a peso.

WordPress invece è uno strumento gratuito e completamente modulare: significa quindi che possiamo adattarlo ad ogni nostra esigenza grazie ad un sistema di estensioni e temi grafici.

Per approfondire: Perchè svegliere WordPress per il nostro sito web?

A questo punto abbiamo lo strumento. Adesso pensiamo a dove collocarlo.

Lo spazio web

Innanzi tutto la domanda chiave: cos’è uno spazio web?

Si tratta di uno spazio su internet nel quale verranno conservati tutti i nostri file del sito, come una cartella sul nostro computer, e in effetti è proprio di questo che si tratta. Quindi da qualche parte nel mondo dovremo scegliere un’azienda che offra questo servizio, chiamato web hosting, le cui caratteristiche e prezzi variano in base a quanto è ricca offerta.

I servizi che ci occorrono sono fondamentalmente 3: spazio (in termini di byte), DNS (ossia l’indirizzo del nostro sito) e database.

Come faccio a scegliere in questo mare di web hoster?

Ci sono vari aspetti da valutare nella scelta di un web hoster.

Prestazioni del server

Come già spiegato, lo spazio web non è altro che una cartella su un computer (server). Questo computer utilizzerà almeno 2 programmi base per permetterci di creare e gestire il nostro sito di WordPress: un web server e un database server. Il primo ha il compito di tradurre le istruzioni che WordPress da al server per la creazione e la visualizzazione delle pagine del nostro sito. Il database server invece ha come scopo quello di gestire il database dove saranno salvate tutte le nostre informazioni del sito.

Per farvi capire meglio come lavorano tutti questi programmi fate finta che WordPress parli in arabo e ordini al server, che parla in italiano, di creare una pagina con determinate informazioni salvate sul database: il web server traduce dall’arabo all’italiano in modo che il server capisca, e il database server fornirà tutte le informazioni che il server chiede. Esempio stupido, ma spero sia chiaro.

Tornando a noi, trattandosi di un computer collegato ad internet, sono importanti le prestazioni della macchina vera e propria e della connessione ad internet che l’azienda ci offre. Più la macchina è prestante e ben configurata, più il nostro WordPress lavorerà a pieno regime. Migliore sarà la qualità della connessione ad internet, più velocemente le pagine verranno trasmesse ai computer dei visitatori e più raramente il sito sarà offline per la caduta della connessione (ahimè, capita).

Ultimo aspetto, ma non meno importante, da valutare è il sistema operativo del server: Windows o Linux. Tra i due non c’è un sistema operativo migliore dell’altro, ma un sistema operativo più adatto alle nostre esigenze.

blog linux francesco maiettiLinux utilizza come linguaggio di programmazione web PHP e come database server MySql.

Windows invece è più prestante se si utilizza un linguaggio ASP e come database server utilizza MS SQL.

WordPress è scritto in PHP e da il massimo con database MySql.

La scelta quindi mi sembra più che ovvia…

Budget di spesa

I servizi hanno un canone mensile o annuale e possono variare da alcune decine a centianaia, se non migliaia, di euro all’anno. Ovviamente prezzi diversi corrispondono a servizi e qualità diversi.

Esistono anche spazi web gratuiti messi a disposizione da alcune aziende con però molti compromessi: nome dell’azienda nel link del sito (es. www.miosito.azienda.com) oppure pubblicità oppure servizi molto limitati. Una di queste aziende, forse la più famosa in Italia, è Altervista, che offre una buona quantità di servizi adatti per un piccolo sito web, ma con link che termina obbligatoriamente con “.altervista.org”. 

Altro aspetto negativo nella scelta di un hosting gratuito sta nella credibilità degli altri siti internet ospitati da questa azienda. Altervista è come ho già detto il più utilizzato, purtroppo anche da siti web che divulgano notizie false, materiale pirata, ecc. Quindi se il vostro obiettivo è quello di creare un blog di notizie, partite già con una reputazione intaccata che dovrete poi recuperare.

Altro hosting gratuito è quello offerto da WordPress.com. A differenza di Altervista, WordPress.com ci permette di creare un sito web basato esclusivamente su WordPress e con alcune limitazioni nelle sue funzionalità (come ad esempio la scelta e la personalizzazione del tema). Non avremo accesso diretto ai file e alle cartelle del nostro sito, ma potremo gestire tutto solamente dall’interfaccia di WordPress.

Esiste qualcosa che mi offra libertà e qualità ad un prezzo contenuto?

Si, ed è lo spazio web che utilizzo utilizzavo per tutti i miei siti web personali e che creo per terzi: Aruba. Aruba è un’azienda italiana che offre un sacco di servizi nel mondo di internet, dalla linea ADSL a server dedicati.

Il pacchetto che vi consiglio è il servizio di web hosting Linux che con una 40ina di euro all’anno ci permette di avere spazio web illimitato (molto comodo sorpattutto per coloro che vogliono creare un portfolio fotografico), database e email. Con pochi euro in più possiamo aggiungere altri servizi molto utili, come backup dei file e dei database, antivirus e antispam, ecc. Come contro Aruba ha la lentezza, e se non volete essere penalizzati dai motori di ricerca dovete tenerla ben in considerazione! Per questo sono passato ad un servizio più completo e professionale fornito da Siteground. La differenza sono di circa 20 euro all’anno, poco per l’enorme salto di qualità.

Materiale da pubblicare

Ebbene sì, il sito va riempito (e se non ve lo dicevo io…). Questo aspetto sembra scontato ma non va sottovalutato. Bisogna valutare tutto quello che ruota intorno a ciò che andremo a inserire sul blog, soprattutto in ambito legale.

Erroneamente si pensa che sul web tutto sia libero, ma non è assolutamente vero! Quasi tutto il materiale è coperto da copyright. Questo articolo stesso è coperto dal diritto d’autore e solo io posso dare l’autorizzazione per utilizzare il materiale in altri modi e in altri luoghi oltre a questo sito. Quindi state bene attenti a prendere informazioni e notizie perchè potreste violare il diritto d’autore altrui.

NON RUBATE!

Chiedete sempre all’autore se potete citare una parte dei suoi contenuti e riportate SEMPRE la fonte delle vostre notizie, sia per la vostra credibilità che per rispetto del legittimo autore.

Stessa cosa varrà nei vostri confronti: chi vi copia sta infrangendo la legge. Infatti il diritto d’autore è automatico. Noi siamo proprietari dell’opera dal momento in cui la realizziamo e possiamo decidere liberamente cosa vietare e cosa consentire, senza iscriverci o pagare tasse a chissà quali enti. Riportate sempre in fondo al sito la dicitura “Copyright” tenendola aggiornata con l’anno corrente.

Se pubblicate immagini vostre magari applicate una filigrana (o watermark) per “forzare” l’attribuzione a voi stessi.

Cosa diversa riguarda il nome del blog e il suo logo che sono soggetti ad una normativa specifica di registrazione, nel caso in cui si voglia essere tutelati come legittimi autori di essi.

Siate originali

Create qualcosa di nuovo, non di già visto perché se iniziate oggi a pubblicare materiale già presente sul web, partite in svantaggio.

Siate puntuali e costanti

Non abbandonate il vostro blog per troppo tempo, neanche quando andate in ferie!. Gli utenti sono attirati da materiale nuovo: troppo tempo senza novità e sarete dimenticati. Cercate quindi di pubblicare con costanza e intervalli il più possibile precisi (1 volta a settimana, 2 volte al giorno, ecc). Per questo motivo è importante non pubblicare tutto e subito, ma diluendo il materiale: ciò vi permetterà non solo di avere più tempo per curare i vostri contenuti ma darà una vita più lunga al vostro blog.

Altro aspetto importante è l’orario: non pubblicate in orari dove i vostri visitatori sono impegnati in altro (lavoro, sonno, scuola, ecc). Cercate di scegliere orari in cui le persone di solito sono solite a visitare il vostro sito o il social network dove condividete i vostri contenuti. All’inizio non potrete sapere le abitudini dei vostri utenti, ma grazie ai plugin di WordPress e alle funzionalità dei social network, dopo poco tempo avrete informazioni molto utili.

Siate il più possibile monotematici e il più coerenti possibile all’argomento scelto

Un blog che tratta troppi argomenti è come una cassettiera con mille scomparti: riempirli tutti richiede molto più materiale. Meglio scegliere poche categorie e arricchirle con tanti articoli piuttosto che avere categorie con uno o due post.

Una volta individuato quale sarà l’argomento principale, rispettatelo. Non pubblicate materiale di altro genere per non creare caos o infastidire i visitatori. Ma soprattutto non cadete nel banale trattando argomenti in voga come gossip, politica, iniziative umanitarie, ecc a meno che non siano l’argomento del vostro sito. Provate a pensare quanto può essere scocciante per un visitatore doversi sorbire l’ennesimo articolo sul tal politico o la tal showgirl in mezzo a guide e altri post di tecnica musicale. Ricordate che ciò che non apprezzate, molto probabilmente non è apprezzato da tanti altri.

Siate espliciti e onesti

Parlate (scrivete) chiaramente, in modo che gli utenti anche meno esperti possano capire. Il blog è uno strumento di comunicazione, quindi la comunicazione stessa deve essere chiara, efficiente ed efficace.

Ultimo ma non meno importante: non mentite, perchè sul web è facile smascherarvi. Basta una notizia falsa per rovinare la reputazione dell’intero sito.

Voglio un blog come quello, posso?

Si, nella maggior parte dei casi ogni aspetto del sito internet è riproducibile. Possiamo facilmente capire dal codice sorgente del sito sia se è stato realizzato con WordPress, sia il tema e i plugin utilizzati.

Ma non esagerate: essere originali è una delle carte vincenti nel web, copiare no.

Però possiamo trarre spunto da come è impostato il layout di un sito web (ossia come sono disposti i contenuti), da che tipo di contenuti offre nella home page (box ultimi articoli, likes di Facebook, ecc), e tanto altro. Il mondo di WordPress è molto vasto e prendere esempio da altri siti può aiutarci.

Divulgate il vostro sapere

social blog francesco maiettiAprendo un sito web di qualsiasi genere sarete una goccia in mezzo al mare. Cercate di pubblicizzarvi (in maniera consona ed educata), ad esempio condividendo il vostro materiale sui social network, e sempre tramite il link dell’articolo, non copiando direttamente il testo, in modo tale da generare visite. Non esagerate con la promozione del vostro sito. Potete anche pensare di aderire a qualche campagna marketing che vi permetta di mettervi in risalto tra i risultati nei motori di ricerca, ma vi avverto è molto dispendioso. Se investite i vostri soldi in pubblicità abbiate cura nel far trovare al visitatore attirato dalla campagna marketing un sito ben costruito e ricco di contenuti, altrimenti come arriverà se ne andrà, e voi avrete solo perso i vostri soldi. Altro aspetto è quello tecnico: troppe visite tutte in una volta, soprattutto se interagiscono con commenti, potrebbero comportare caos e disservizi. Ogni cosa con la dovuta misura e sempre in equilibrio con la dimensione del vostro sito.

Leggi anche: Facebook: profilo, pagina o gruppo per il nostro business?

Occhio allo SPAM

I nuovi siti sono spesso vittima di spam che si può manifestare sia in commenti non desiderati, sia in iscrizioni di massa, sia in email se avete predisposto un modulo di contatto. Cercate subito di proteggervi grazie ad appositi plugin di WordPress (come ad esempio Akismet) o ad estensioni nell’offerta del vostro web hosting. Ecco una guida perfetta per blindare il nostro WordPress e renderlo immune dallo spam!

Creare un blog di successo: riassunto finale

Se mi avete seguito fino a qui avrete sicuramente compreso come sia essenziale avere soprattutto i giusti strumenti e le giuste idee, un po’ meno importante avere denaro da investire. Grazie a WordPress avrete uno strumento gratuito dal notevole potenziale. Ora dovrete solo valutare, con oggettività e umiltà, se anche le vostre idee sono altrettanto valide per avere successo.

In bocca al lupo e buon blog a tutti voi!

3 Comments

  1. Francesca Viaroni

    Ciao, mi chiamo Francesca e avrei un problema da chiarire. Da anni commento su Disqus in particolare sul FattoQuotidiano. Nell’ultimo mese stanno succedendo incidenti preoccupanti. Per un gruppo di utenti fra i quali la sottoscritta, CALANO giorno per giorno ed inesorabilmente gli UP-VOTES. Disqus ha risposto che i voti “elargiti” da utenti cancellati vanno in diminuzione degli up-votes. Niente di vero. Ho fatto lo scrrenshot di alcuni miei vecchi commenti e igli up-votes di utenti “Bannati” sono rimasti e denominati “GUEST”: Quindi mi sono sorti molti dubbi.
    Infine ad una utente che conosco bene, sono stati rivolti commenti che includevano IL COGNOME E il nome ESATTO della frazione di Residenza, senza che l’interessata avesse MAI postato tali indicazioni.
    È un fenomeno preoccupante e non capisco CHI possa effettuare violazioni del genere, nonchè sottrazione di up-votes anche da profili PRIVATI, con il lucchetto per essere chiari. Lascio la mia e-mail per una eventuale risposta ,. Ringrazio in anticipo e porgo cordiali saluti. Francesca Viaroni.
    PS: ho anche una pagina FB con un micione, un Blù di Russia, può rispondermi anche da quella parte. Grazie ancora.

    Rispondi
    • Francesco Maietti

      Ciao Francesca, grazie per il tuo feedback su questo servizio.

      Purtroppo non conosco gli aspetti tecnici di Disqus ma sicuramente è strano avere accesso alle informazioni delle persone che commentano. Lato amministrativo si può visualizzare qualche info in più ma non così dettagliate.

      Personalmente ho iniziato a pubblicare sul mio blog sfruttando Disqus per la gestione dei commenti, per poi abbandonarlo e lasciare il sistema integrato di WordPress, meno funzionale ma più semplice e immediato. Anche molti altri siti web l’hanno fatto, utilizzando in alternativa i plugin specifici di Facebook e Google Plus. Dico questo perché forse Disqus sta sbagliando davvero qualcosa e i gestori dei siti web se ne stanno accorgendo.

      Il mio consiglio: continua a commentare. L’importante è lasciare il tuo segno e la tua opinione. Poi saranno gli altri a valutare, indipendentemente dai voti.

      Altra cosa che potreste fare è segnalare il tutto agli amministratori del sito che possono valutare di cambiare sistema nel caso in cui trovassero riscontro da molti utenti. Poi facci sapere com’è andata. La tua esperienza può aiutare ad evitare spiacevoli inconvenienti in futuro.

      Ciao e grazie ancora per il tuo contributo!

      Rispondi
      • francesca viaroni

        Grazie a te Francesco, per la cortesia e per l’immediatezza della tua risposta. Ho il sospetto che Disqus abbia qualche bug. Anche perchè in questi giorni ho approfondito la questione. In un primo momento sospettavo che ci fosse di mezzo qualche buontempone che si devertiva a penalizzare “la parte” opposta dal punto di vista politico. Come saprai bene, spesso il sito del Fatto Quotidiano richiede la Identificazione (ripetere nick-name, e-mail e password). Succede anche che quando si immettono i dati su indicati di dà errore. Non serve una laurea in ingegnneria informatica per sapere che se qualcuno ha intenzione di carpire qualche informazione, se la prende a pezzi durante l’immissione di questi dati o Queries. Ho dovuto eliminare questo sospetto. La storia degli up-votes che SCOMPAIONO stra colpendo moltissimi utenti in MODO TRASVERSALE. A qualcuno addirittura spariscono i post approvati dalla moderazione e pubblicati. Un amico della Pol Post mi ha detto che per andare a fondo serve una denuncia alla Procura. Sinceramente non mi sento di fare un passo del genere per questioni così banali. Comunque non SO A CHE AMMINISTRAZIONE RIVOLGERMI. A Dusqus Italia, alla Redazione o a chi altro. DEVO escludere la moderazione. Un amico l’ha contattata ed ha riscontrato che SONO TALMENTE PERMALOSI che il suo account è stato BANNATO ! Ergo: meglio stare alla larga da certe persone suscettibili anche quando non è il caso. Proverò a scrivere al direttore della testata on line (Gomez), ma è un tipo che di norma dà al pubblico che con gli accessi gli procura la pagnotta, la massima delle soddisfazioni: Nessuna risposta. Lo so, lo so, me la sto prendendo per cose futili. È vero, però ritengo di essere una persona intellettualmente corretta come tanti altri che si trovano nelle mie condizioni. Il fatto è che si fa la parte “dei coglioni” , anche quando non ci spetta. Perdonami per il lungo discorso. Ti ringrazio per tutto quanto. Buon lavoro Francesco. Se hai qualcosa da dirmi ogni tanto farò una capatina a controllare. Grazie ancora. Francesca

        PS: il mio nick name sul F.Q. è Francy Viarons (è il mio nome in inglese :)))

        Rispondi

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